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La fotografia in pesca (nokill)

  1. La foto 
  2. Il linguaggio fotografico
  3. Lettura fotografica
  4. La luce 
  5. La composizione 
  6. Gli strumenti 
  7. Elaborazione 
  8. Vademecum 
  9. Foto esempio 

 

Introduzione

Questa piccola guida vuole dare qualche valore in più alle foto dei momenti in cui viviamo la nostra passione, e soprattutto ai pesci e alla natura, mettendo in chiaro qualche elemento utile a far qualche foto migliore delle nostre esperienze, e perché no fare qualcosa ancora per limitare al massimo il disturbo che possiamo arrecare ai nostri amati amici pesci, rappresentando invece la loro bellezza prima di rilasciarli.

Chi volesse provare ad adottare qualche accorgimento nello scattare qualche foto rendendola ben leggibile, nello scorrere questi argomenti potrà trovare qualche utile suggerimento.

Le ricette sono “pomodoro e basilico” (cit.) e divise per punti per cercare di tenere ben separati aspetti utili e provare scavalcare qualche difficoltà tramite riferimenti chiari e semplici.

 

 


1. La foto 

  • Scrivere con la luce: la luce compone una foto, è l’elemento fondamentale della fotografia. Conoscere le sue caratteristiche base è fondamentale per non avere grossi problemi in fase di scatto, e per riuscire a rappresentare i soggetti e contesti che vogliamo fotografare, renderli visibili e leggibili.
  • Una foto nasce dall’idea “grafica” e dal pensiero che abbiamo nel momento in cui stiamo scattando, siamo noi a vivere l’idea che poi scriviamo in una foto.
  • “Scripta manent”, le idee cambiano, la fotografia resta, e resta quindi memoria dell’idea che abbiamo scritto al momento dello scatto anche se lontano nel tempo.

2. Il linguaggio fotografico

  • Senza un soggetto non c’è una foto. E’ bene chiedersi SEMPRE qual è il soggetto che vogliamo rappresentare PRIMA di scattare. Il pescatore e basta che ha appena catturato un pesce? Oppure é il pesce la nostra scelta? Tutti e due? Un pescatore nell’azione di pesca? Ecc…
  • Quanto conta in una foto di pesca la scelta del soggetto? Direi che è la parte più importante di tutte, perché compone l’inizio e la fine del messaggio fotografico che arriverà a chi la vedrà. Non è mai da trascurare.
  • Cosa scegliere o preferire? Semplice, tutto ciò che incontra il nostro gusto e il nostro modo di intendere la nostra passione, possiamo rappresentarla in modi anche diametralmente opposti fra una foto e l’altra a parità di soggetto, mettendo una volta il pescatore in un piano di risalto nei confronti della cattura (la gioia della cattura), oppure l’esatto contrario (dietro col pesce davanti al volto, oppure ad esempio includendo nella foto il pesce e soltanto le mani, oppure ancora il pescatore presente ma praticamente non visibile (le braccia, le gambe e le mani, ecc…) oppure ancora solo noi, immersi nella meravigliosa natura a far volteggiare la coda in una giornata e in un momento particolare.
  • La scelta del soggetto sarà la parte più importante della foto, scegliere soggetti (o situazioni) via via diversi migliorerà di parecchio il nostro modo di documentare e rappresentare la nostra passione.
  • Scegliete dei soggetti anche se state solo pescando, prima o poi quella foto la farete…
  • Nelle foto “di cattura” rappresentiamo davvero un soggetto molto valido. Non va sprecato. E’ il contatto che la natura ci ha regalato e (con le dovute precauzioni e massimo rispetto) vogliamo celebrarlo oltre che ricordarcelo. Abbiamo l’opportunità di dare più peso alla cattura piuttosto che al nostro sorriso plastico magari rappresentato senza aver pensato prima come farlo (e di norma maluccio). In questo tipo di scelta non bisognerà escludere chi l’ha pescato nell’inquadratura, ma le scelte che faremo le possiamo direzionare come vogliamo per raggiungere l’idea esatta della foto che vogliamo fare, e le idee possibili in qualunque foto di solito non sono mai due o tre, ce ne sono tante e possiamo sperimentarle.
  • Nella foto “di cattura” il pescatore sarà sempre e comunque presente, per assurdo anche se si vedono solo le sue mani, o le gambe o braccia, chi dice che lui non sia cmq ben riconoscibile? Provate a inquadrarlo di fianco, il pesce non per forza steso orizzontalmente lungo la foto ma in diagonale (ad esempio). Date importanza al soggetto che avete scelto e variate i soggetti.
  • Gli elementi a disposizione sono potenzialmente infiniti: pescatore, pesce, argine, alberi, nuvole, nebbia, cielo, sole (in controluce o riflesso..), ombre, pietre, massi, decorso dell’acqua, riflessi dell’acqua, vegetazione subacquea (anche ripresa da fuori), ecc… Il soggetto però é uno, o due al massimo.
  • Quando i soggetti sono più di due é bene che interagiscano e siano messi (da noi che fotografiamo) in relazione. Per interazione si può intendere ad esempio la cura con cui trattiamo il pesce, se preso male o sollevato troppo, o soprattutto troppo distante dal pescatore che non se ne cura gran che ma sta pensando solo a sorridere, si perde molto la relazione fra i due soggetti, prendono distanza. La conseguenza é che la foto é “confusa”, non é chiaro a chi la guarda dove e cosa guardare, quindi l’osservazione e l’interesse della foto si perde.
  • Ad esempio: se il pescatore guarda anche dall’alto il pesce tenuto in mano in acqua, addirittura nascondendo gli occhi alla fotocamera, ci sarà senz’altro una forte relazione fra i due soggetti, la foto é molto interessante, lui c’é e viene visto da chi guarda in un’azione di forte interazione con la cattura. Quasi sistematicamente si genera una relazione durante le operazioni di rilascio, ma anche durante il “classico” scatto di cattura é sempre bene “pensare” a come mettere in relazione i soggetti. L’interazione dei soggetti nelle immagini di cattura renderà molto più interessante la foto, perché viene rappresentato un percorso mentale che l’osservatore farà nel guardarla seguendo l’ordine della disposizione dei soggetti (ben chiari a quel punto) proprio perché sono in forte relazione fra loro, e concludere con gli elementi del contesto/contorno che resterà in “secondo” piano.

3. Lettura fotografica

  • Non possiamo scrivere in maniera fluente se non sappiamo leggere. Alleniamoci ad osservare le foto di altri, soprattutto chi le sa fare bene! Accresce la nostra capacità di leggere le foto e questo (e spesso solo questo) ci rende capaci di nuove idee copiate da altri bravi oppure elaborate da noi dopo ispirazione!
  • L’occhio segue e prosegue GRADUALMENTE la sua indagine per più tempo, perché accompagnato a scoprire gli elementi della foto in un ordine utile o addirittura comodo. Se non disponiamo i soggetti della foto in maniera graficamente armoniosa (interruzioni di parti dei soggetti, troncature, differenze di colore che distraggono o che colpiscono troppo l’interesse su qualcosa di diverso rispetto a quello che vogliamo rappresentare) l’occhio si ferma, ed esaurisce la sua “corsa” verso gli altri dettagli, interrompendo la scoperta e concludendo l’interesse generale della foto, passando quindi oltre.
  • L’occhio è comandato dal cervello. Una foto bella cattura l’attenzione per diversi secondi, gli elementi armoniosi incuriosiscono e attraggono in modo da non permettere all’osservatore di esaurire in pochi punti l’interesse. Quando guardiamo una foto iniziamo da ciò che ci colpisce di primo impatto, poi possiamo proseguire per più o meno tempo verso altri oggetti, oppure fermarci. Se il soggetto é platealmente l’unico punto di interesse della foto l’osservazione finirà quasi subito. Dove invece i soggetti, le forme, le linee, sono collegati fra loro in maniera armoniosa, lo sguardo di chi osserva la foto non si ferma perché l’interesse all’immagine continua. Fateci caso, quando dite “che bella questa foto…” é vero o no che passate 10, 100 volte più tempo a gustarvela. Il fotografo ha generato armonia grafica, usando i colori, luce e soggetti in maniera più che interessante e ricca di piccoli punti di interesse. Le possibilità di farlo tramite le scelte che facciamo prima e durante lo scatto sono potenzialmente infinite.
  • In occidente leggiamo da sinistra a destra, teniamolo presente quando fotografiamo, le forme (pesce, pescatore, ecc..) hanno un inizio e una fine durante l’osservazione della foto da parte di chi la guarda, l’inizio a sinistra o a destra può dare un effetto totalmente diverso. Non é una “regola” far iniziare tutto a sinistra e finire a destra, ma teniamolo presente quando posizioniamo un soggetto e poi confrontiamo le diverse scelte che abbiamo fatto. Se applicassimo questa lettura, la coda del pesce dovrebbe stare a sinistra e la testa a destra. In questo modo l’occhio corre da sinistra (il cervello gli dice di iniziare da lì) e corre più piacevolmente, dedicando più attenzione alla livrea del pesce per poi spostarsi verso destra cioé verso la testa, per poi fermarsi.
Errore tipico, lettura non fluente
  • Se una forma é orizzontale dobbiamo farla “respirare”, ovvero dobbiamo metterla dentro una foto scattata in orizzontale. Strozzarla con un’inquadratura verticale uccide la lettura della foto lasciando all’occhio (e quindi al cervello) di chi guarda un senso di incompiuto e quindi fermando l’interesse.
  • Evitare le forti differenze di luce fra soggetto e contesto, perché di fatto equivale a togliere alla foto lo sfondo o la lettura chiara del soggetto
  • Evitare luce fortissima o buia sui soggetti.
  • Evitare di fare sempre la stessa scelta di soggetto (consiglio), tutti possiamo scegliere noi col pesce in mano tenuto per coda e sotto le branchie (dovremmo però sempre e comunque fare attenzione a non stressare il pesce, soprattutto per una foto che documenta la solita trotona, ma questo è altro argomento), variare soggetti invece documenterà molto di più la giornata di pesca e lascerà a voi e a chi guarderà le foto di quella giornata un ricordo più ricco di elementi.
  • Evitare colori forti di elementi diversi dal soggetto, distraggono l’occhio che perder interesse nel soggetto

4.  La luce 

  • Qualità (colore, intensità, direzione) come controllarla, qual è la luce migliore
    • La luce: fredda o calda. E’ fredda nelle ore centrali di sole, il tono é più blu (quindi freddo). E’ calda nelle ore di inizio e fine giornata, il tono é più giallo/rossiccio come appunto la vediamo all’alba o al tramonto.
    • Le ombre: durante le giornate di sole le ombre saranno più nette e ben definite, la luce intensa e diretta del sole darà luogo a più riflessi. Nelle giornate nuvolose la luce potrà anche essere intensa ma sarà soffusa, le ombre molto meno distinte e i riflessi molto meno presenti.
    • La direzione della luce: nelle ore centrali del giorno la luce arriverà dall’alto, ci sono meno alternative nel cercare di posizionare il soggetto, sarà colpito dalla luce che verrà comunque dall’alto, proviamo ad abbassarci quasi sull’acqua con la fotocamera evitando il più possibile le ombre, il soggetto sarà illuminato meglio.
    • Durante le ore più vicine all’alba o al tramonto la luce arriverà da un lato, saremo quindi più facilitati a fotografare e trovare velocemente e facilmente il punto di ripresa migliore (muoviamoci noi, il soggetto di solito ha da fare altro).
    • La direzione migliore, e possiamo considerarla una buona regola da usare, é tenere il sole a 45°di lato rispetto a noi, quindi non alle spalle del soggetto (in controluce), non dietro di noi e nemmeno lateralmente. Si tratta del compromesso mediamente migliore, il soggetto sarà illuminato ma anche le sue ombre saranno visibili e aiuteranno a renderlo chiaro e definito all’occhio dell’osservatore. Attenzione solo alle estremità dei soggetti illuminati a 45°, possono facilmente finire in ombra o in troppa luce (o riflessi) perché potrebbero non essere sullo stesso piano rispetto alla luce (pesce piegato, pescatore in posa di lato ecc..)
  • Possibili errori
    • La foto nel guadino (sempre che vogliamo proprio farle per documentare..) avrà delle ombre che nasconderanno una parte o l’altra del pesce. Ho dei dubbi che tenendolo nel guadino stiamo rispettando il pesce, non ho dubbi invece sulla qualità e senso della foto vicini a zero onestamente.
    • Fare foto in giornate di sole pieno e nelle ore centrali della giornata il sole alto lascerà in una forte ombra gli occhi del pescatore (soprattutto col cappellino), possiamo provare a chiedere di abbassarsi e riprendere più dall’altro (meglio se ci si allontana un pò e zommiamo un pò) ovvierà bene al problema

5. La composizione 

  • Inquadrature in pesca
    • La regola dei terzi in fotografia: per complicarci la vita possiamo provare a sovrapporre ad una foto una griglia di 9 quadrati identici. Proviamo quindi a far coincidere i punti di incrocio delle linee idealmente tracciate con l’inizio e/o la fine dei soggetti. Si tratta di decentrare il soggetto, quando infatti il pescatore non é perfettamente al centro della foto ma in corrispondenza di uno dei terzi della foto, l’occhio si muoverà prima sul soggetto (identificandolo con chiarezza) e poi farà “un giro” sul contesto. Si allungheranno quindi i tempi di “lettura” dell’immagine e di norma tutto diventerà molto più interessante. Questa é una regola “aurea”, é da provare e da adottare molto spesso, tenetela comunque sempre presente e utilizzatela più o meno letteralmente.

    • Un’inquadratura perfettamente frontale é sempre piatta, ovvero toglie profondità, forma, e l’inizio e fine del soggetto sono esattamente lineari, é un pò come se potessimo tracciare una linea da un lato all’altro della foto. Questa linearità esaurisce il percorso dell’occhio in breve tempo facendo dire al massimo “ah che bel pesce” ma probabilmente non “che bella foto”. Questione di scelte… 😉
    • Verticale e orizzontale é una scelta da fare sempre. In pesca é da preferire mediamente l’orizzontale, il fiume o il lago sono ambienti lunghi e larghi, siamo all’aperto, fotografiamo comunque un contesto ampio, il verticale rischia di prendere tanto cielo e terra e il soggetto é incastrato al centro.
    • Il dettaglio: inquadrare un dettaglio anche da molto vicino di un pesce, dell’acqua, di una serie di massi in primo piano sul fiume, ecc.. sono buone idee per rappresentare la natura che viviamo in pesca, e in più sono spesso buone foto. Qui la scelta dell’orizzontale o verticale ha meno peso, va scelto però sempre l’equilibrio delle forme che includiamo nell’immagine.
    • Le linee: mettiamole in relazione, la canna e il pesce in acqua, il fiume e l’erba sugli argini, o gli alberi attorno, sono linee che corrono lungo la foto. Per usarle al meglio vanno semplicemente rappresentate senza tagliarle o farle correre una contro l’altra, meglio scattare altro se non le troviamo.
  • Bilanciare le forme
    • Una forma prevalente nell’immagine é un possibile problema. Prevale sul resto e dobbiamo “gestirla”, togliendola, includendone solo una parte, o ad esempio metterla in una posizione che permetta al nostro soggetto di risaltare chiaramente e non soccombere. Ad esempio (uno di tanti): un masso, un albero, un’alga scura sott’acqua posizioniamoli al centro sullo sfondo in modo che la sua forma non penda troppo da una parte o dall’altra.
    • A casa sul PC proviamo a ruotare sottosopra la foto e chiediamoci come sono cambiate le forme, troppo cielo? Troppa acqua, troppo predominante il soggetto (quindi inquadratura troppo stretta e poco ricca di contesto)?
    • Cerchiamo uno sfondo che non dia fastidio al soggetto, le forme dello sfondo devono essere funzionali a mettere in risalto il soggetto, uno sfondo scuro su un soggetto chiaro (in luce) va bene, la faccia del pescatore su un colore di sfondo e il pesce su colore diverso può aiutare a distinguere entrambi.
    • Sperimentare nelle inquadrature può produrre degli effetti disastrosi, oppure un qualche caso ottimi risultati. Il suggerimento é di provare spesso ad infrangere le “nostre regole personali” e soprattutto le abitudini nel fare una foto, ogni tanto ci capiterà di rimanere sorpresi nell’aver trovato un modo nuovo e interessante di fare una foto di pesca.
  • Errori comuni
    • Il più comune errore é tutto al centro sempre e comunque, da evitare sempre. Salvo quando stiamo cercando un parallelismo, ad esempio se il pescatore é al centro del fiume é evidente che potrebbe essere una buona idea metterlo al centro della foto e vedere gli argini simmetrici nella foto.
    • Includere troppo cielo, troppi alberi, insomma elementi prevalenti che riducono graficamente il peso e quindi l’interesse del soggetto. In genere questo é praticamente una regola, salvo eccezioni particolari in cui si esasperano le inquadrature volutamente per ottenere effetti particolari, ma in una foto più normale spesso non si fa caso a dove sono gli elementi che stiamo includendo nella foto.

6.  Gli strumenti

  • Pro e contro delle macchine fotografiche (cellulare, compatta, reflex)
    • La nostra priorità é avere uno strumento pensato per fare foto “point & shot”, ovvero innanzitutto comodo per non “scomodare” troppo i pesci, con buona qualità e facile da assicurare addosso mentre peschiamo senza paura di perderlo.
    • Il cellulare: il pro é che ce l’abbiamo tutti e fa foto ottime. I contro sono tanti, primo fra tutti é l’incapacità di regolare l’esposizione e non riuscire quindi a sfocare o rendere più nitido lo sfondo. Non é comodo da impugnare e premere il tasto di scatto (fondamentale), spesso il timore di farlo cadere in acqua (tirandolo fuori dalla tasca, maneggiandolo in genere) ci irrigidisce e non ci fa pensare gran che alla foto, e finiamo per fare sempre le stesse foto… I modelli che tengono l’acqua sono ottimi ma é impossibile fare una buona foto agevolmente senza tenere “impegnato” l’amico pinnuto ben oltre i tempi rapidi che vogliamo imparare ad impiegarci. Per una questione di comodità, velocità di esecuzione e soprattutto rispetto del pesce lo sconsiglio, ma é indubbiamente una soluzione.
    • La macchina compatta: molti ce l’hanno comunque, é leggera, sta in tasca ma anche al collo senza problemi, fa foto ottime e ci dà diverse possibilità in più compreso sfocare lo sfondo usandola in modalità semi-automatica. Di solito é l’ideale, possiamo fare ottimi video e se poi accompagnata da una bustina di plastica waterproof ci possiamo divertire a far foto alla natura sott’acqua. Con una spesa da 250€ a max 400€ (meno lasciate stare…) ne trovate di eccellenti per il nostro scopo, veloci e comode.
    • La reflex: qualcuno la porta in pesca, ma é un macigno addosso e sicuramente sfruttare realmente il suo potenziale non alla portata di chiunque, oltre che complicato maneggiarla assieme a canna, guadino, ecc… Costi e peso molto alti e utilizzo spesso non utile, rischiamo di passare più tempo a curare la macchina che a goderci la giornata di pesca.
  • Come scegliere
    • La nostra macchina fotografica non deve avere grossissime doti tecniche, tant’è che anche il cellulare spesso é ottimo (soprattutto quelli costosi), il motivo é che hanno un sensore migliore e soprattutto una lente ottima.
    • La scelta di una macchina fotografica deve sempre tener presente che la luce é l’unico elemento che genera la foto, il sensore lo traduce soltanto in pixel. Quindi la luce conta molto di più, il percorso che fa é passare dentro un vetro (obiettivo) per poi colpire il sensore. Se la mia macchina ha un sensore fotonico di miliardi di pixel e un vetro di scarsa qualità avrò scarse prestazioni, le foto saranno senza dettagli e “impastate”.
    • Scegliamo sempre il contrario. Cercate caratteristiche tecniche del vetro installato in una compatta, per farlo ci sono in internet molti siti di ‘review’ (valutazioni e comparazioni tecniche) spesso in inglese ok ma molto utili a capire quale preferire a parità di prezzo/caratteristiche base dello strumento. Scegliamo quindi sempre il vetro di qualità a discapito del sensore che conta sempre meno. I pixel servono ma solo per ingrandimenti enormi (di metri). Una macchina compatta di oggi di fascia media stampa in ottima risoluzione anche stampe fino a un metro.
    • Le reflex: sempre che vogliamo sobbarcarcele in pesca, compriamo un corpo macchina anche entry level ma non compriamo l’obiettivo incluso nel kit base, sono sempre vetri di bassissima qualità per tenere basso il costo della combo. Compriamo il corpo e un altro obiettivo, altrimenti non avrà senso usare una la reflex. Un obiettivo più luminoso con vetri di qualità rischia di costare il doppio del corpo macchina, quindi dobbiamo dedicare un bel pò di tempo a capire quale sia la soluzione ideale per le nostre tasche.

7.  Elaborazione

  • “Aggiustare” una foto
    • Quando si scattava con le macchine a pellicola si andava dal fotografo a far stampare le foto, oggi col digitale l’esigenza di un secondo passaggio non é di certo sparita, anzi. Col digitale però abbiamo qualche comodità in più e il passaggio spesso richiede pochi secondi.
    • Una ricetta di massima può essere: aumentate di 10-20% sia il contrasto che la ‘chiarezza’ (rende più nette le linee e forme), abbassate di un 30% i neri (marcano meglio le parti scure sui dettagli del soggetto facendo risaltare i colori), diminuite del 10% la saturazione, aumentate del 20% la vividezza. Regolate poi ombre e luci per correggere le parti troppo scure o bianche (“bruciate”).
  • I software per farlo
    • Sul cellulare tutti possiamo accedere alle app gratuite di Adobe Photoshop Express e Adobe Photoshop Lightroom, provatele e avrete grande comodità e rapidità nell’apportare lo sviluppo digitale delle vostre foto. Esistono migliaia di app di modifica foto con delle impostazioni predefinite, sconsiglio perché non sappiamo cosa stiamo facendo quindi non impareremo mai con queste app come migliorare via via il modo di regolare colori/luci/ombre.
    • Sui PC: Adobe PhotoShop Express, non é un software comodo perché dobbiamo elaborare una foto alla volta ma é il più completo. Adobe Lightroom é a pagamento ma gestisce anche i nostri archivi di foto e più foto alla volta.
    • Il software in dotazione alla vostra fotocamera compatta o reflex spesso é ottimo e gratuito e vi permette di applicare nel dettaglio la vostra ricetta di regolazione delle foto. Inutile cercare alternative magari costose o blasonate quando avete già quello che vi serve.

8.  Vademecum

    1. Luce
      • Mettiamo la fonte di luce (il sole) di lato e 45° indietro rispetto a noi
      • Sempre meglio non fotografare nelle ore centrali della giornata
    2. Inquadratura
      • Abbassiamoci, il soggetto é ripreso sempre meglio se siamo ad un altezza media rispetto l’inizio e la fine dell’asse verticale
      • Il soggetto mai piatto rispetto a noi, inquadriamolo leggermente di profilo, cogliamolo anche in parte di sorpresa, la foto sarà naturale e interessante
      • Applichiamo la regola dei terzi decentrando il soggetto, mai al centro come regola
      • Sperimentiamo e giochiamo ogni tanto, é divertente e si rischia di fare foto belle, ma pensiamo che foto fare e prepariamoci sempre prima di avere guadagnato il pesce, a lui i nostri esperimenti non interessano, e noi saremo distratti da slamarlo, da dove mettere la canna ecc… piuttosto che invece posizionare tutto e scattare.
    3. Curare sempre
      • La luce! Tipo, quantità e direzione dovranno sempre essere domande che ci facciamo prima di scattare.
      • Le vostre scelte di soggetti: pensateli ben prima di scattare, se sorpresi da una scena applichiamo la soluzione più facile ma non banale, scegliamo fra le nostre scelte di soggetto più frequenti in modo da non perdere l’attimo e non fare foto di cui poi ci pentiremmo
      • I colori: attenzione ai colori simili, attenzione a sovrapporli, rendono la foto confusa perché il soggetto non risalta, la foto perde di interesse (pesce grigio opaco su giubbotto grigio)

9.  Foto esempio 

 

In Acqua

Temolo in acqua, tenuto delicatamente, a contatto col suo elemento, lo si vede bene, i punti non visibili li immagineremo e saranno comunque un elemento che rende interesse alla foto dato che la sua bellezza é sia visibile che “da immaginare”.

Della serie: non sono belle solo le foto in cui si vede tutto il pesce.

 

 

 

Fare noi delle foto al compagno di pesca

é buona cosa e giusta, ci dà tutto il tempo di creare un ricordo.

Luce serale e in controluce piena, la nostra macchina (da sola) avvolge la scena in un’atmosfera più  scura sui bordi. Senza variare praticamente nulla, abbassarci un pò ci permette di dare buone proporzioni al soggetto sia alla testa che alle gambe pur usando un’inquadratura grandangolare. Scattare da un punto più basso della nostra altezza ma all’altezza del torace del soggetto funziona. Non muovendoci le gambe sarebbero piccole e la testa grande, da troppo in basso il contrario…

In questo caso abbassarsi é servito anche ad inquadrare la testa con uno sfondo in luce, altrimenti sarebbe praticamente sparita nell’oscurità!

 

 

 

 

Una macchina subacquea

Se ci spingiamo su un acquisto di una macchina subacquea (fino a 5m lo sono tutte e direi che é decisamente più che sufficiente!) possiamo provare l’emozione di creare un gran ricordo di un pesce e della natura in cui vive. Questo scatto ha avuto la “fortuna” di catturare la linea dell’onda dell’acqua che segue la forma pinna del favoloso temolo che si stava ossigenando completamente libero.

 

 

 

 

I panorami

I panorami dei posti di pesca che frequentiamo non sono da trascurare di certo. E’ una parte importantissima della nostra giornata di pesca.

Un controluce con cornice di rocce e piante, le gocce di pioggia sull’obiettivo ci ricordano che pioveva e suggellano il momento preciso della giornata.

 

 

 

 

Il guadino giusto

Un guadino nokill spesso é in legno o comunque con telaio galleggiante proprio per lasciare il pesce in acqua.

Dopo la lotta il pesce deve riprendersi e non salterà fuori (al 99%!). Teniamolo li, avremo qualche secondo in più da usare per capire come inquadrare se siamo stati pigri e non l’abbiamo ancora fatto..

Attenzione ai rilessi, l’acqua é sempre riflettente (!), attenzione alle ombre che lo coprirebbero anche se in parte creando grosse differenze di luce fra una parte e l’altra del pesce.

Da notare: le dimensioni sono chiarissime anche senza prenderlo in braccio ; )

 

 

 

Facciamoci fare una foto

Facciamoci fare una foto dal compagno di pesca se possiamo, il pesce anche fuori dall’acqua ma ci starà 5 secondi, il che é cosa buona e giusta.

 

 

 

 

 

 

Errori di luce

Gli errori di valutazione della luce sono i peggiori, tutto in ombra eppure canna,mulinello e parte del temolo sono in luce piena e la foto é quindi ben poco leggibile, il temolo c’é ma molto meno visibile di come avrebbe dovuto essere.

Pro: l’inquadratura e pesce tutto in acqua, ed é comunque visibile la sua bellezza e anche la sua dimensione (anche se a fini  estetici la dimensione non conta gran che!)

 

 

Una ricetta “pomodoro e basilico”:

sotto di noi senza aiuti al volo in un secondo inquadro e scatto (con una compatta legata al gilet, con un telefono ci vorrebbe il triplo del tempo). La regola dei terzi é applicata, l’occhio e la mosca sono a sinistra (fermando la lettura della foto) e il resto del corpo sfocato dall’acqua accompagna lo sguardo.

Dopo lo scatto slamo in acqua e via…

 

 

Consiglio per gli acquisti

Una compatta sub, e condividiamo in una foto velocissima un momento sott’acqua con un temolo fantastico.

 

 

 

 

Nuovoloso é meglio

Anche quando é nuvoloso la luce (migliore) é riflessa, non subire i riflessi ma piuttosto usarli passa da pensare ben prima di portare a guadino il pesce.

Qui la sorgente di luce a 45° fa vedere tutta la bellezza della livrea, occhio, e pinna di questa farietta. La sorgente della luce é a 45°davanti a noi.

La regola dei terzi é applicata, l’occhio é al centro e lungo la linea di destra. La lettura é anche in questo caso da sinistra a destra e l’occhio della trota ferma l’attenzione “a fine corsa” dello sguardo dell’osservatore. Il resto diventa un contorno funzionale al contesto del torrente di montagna.

 

I riflessi

Più pesca che natura in questo caso ma é una foto rapida, una priorità che consiglio sempre.

I riflessi sono gestiti bene, la luce arriva in alto a destra ovvero di fronte a noi a 45° e disegna le increspature dell’acqua in cui é avvolto in nostro temolo.

Vedo tutta la sua bellezza, ottimizzo i tempi per fare una foto e creo un bel ricordo di questo incontro.

 

 

 

   

 

[Copyright©Andrea Russo 2017]

[www.andrea-russo.com]

 

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